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Retrospettiva sulla sessione autunnale 2026:Il Parlamento rafforza l’esercito e inasprisce gli strumenti contro l’estremismo violento

Herbstsession

Durante la sessione autunnale del Parlamento federale sono state prese decisioni fondamentali per la sicurezza della Svizzera. Le decisioni hanno riguardato il finanziamento dell’esercito, la revisione della legge federale sulle attività informative (LAIn) e la lotta all’estremismo violento. I dibattiti hanno evidenziato che, alla luce del mutato contesto di sicurezza, occorre mettere a disposizione dell’esercito ulteriori mezzi finanziari e dotare i servizi delle attività informative di nuovi strumenti, mantenendo al contempo fondamentali i limiti imposti dallo Stato di diritto e il controllo parlamentare.

3,4 miliardi di franchi per la capacità di difesa

Il Parlamento ha approvato il messaggio sull’esercito 2026 con crediti d’impegno pari a circa 3,4 miliardi di franchi. Con questi fondi saranno finanziati, tra l’altro, gli acquisti di armamenti, i progetti immobiliari e l’acquisto dei caccia F-35A. Il Parlamento ha così creato i presupposti finanziari per portare avanti gli approvvigionamenti fondamentali dell’Esercito e colmare gradualmente le lacune esistenti in termini di capacità.

Nel corso del dibattito sono stati sottolineati in particolare l’aggravarsi della situazione in materia di politica di sicurezza e la necessità di garantire una capacità di difesa credibile, considerata un compito fondamentale dello Stato. Il Consiglio nazionale ha così seguito l’esempio del Consiglio degli Stati e ha approvato il progetto senza modifiche.

Il finanziamento a lungo termine dell’esercito non è ancora stato regolato

Durante la sessione è stato pressoché indiscusso che l’esercito necessita di maggiori risorse finanziarie per adeguarsi all’attuale evoluzione della situazione mondiale. Il fabbisogno finanziario, pari a 24 miliardi di franchi, dovrebbe essere coperto tramite un fondo. Le Camere non sono tuttavia riuscite a trovare un accordo sulle modalità di alimentazione del fondo.

Il Consiglio degli Stati ha approvato un modello nettamente diverso da quello proposto dal Consiglio federale. Esso prevede infatti un aumento temporaneo dell’IVA fino al 2045 di 0,2 punti percentuali anziché di 0,5 punti percentuali, nonché un finanziamento supplementare attingendo alle eccedenze o ai fondi del bilancio ordinario della Confederazione. Inoltre, il Consiglio degli Stati intende estendere la durata del fondo fino al 2045 anziché limitarla a soli dodici anni. Il Consiglio nazionale, invece, ha respinto diverse mozioni contenenti proposte di finanziamento alternative. Durante la sessione invernale dovrà discutere le proposte del Consiglio degli Stati.

Servizio delle attività informative: più risorse contro le nuove minacce

Anche nella revisione della legge federale sulle attività informative, il Parlamento ha posto l’accento sull’adeguamento degli strumenti di sicurezza all’attuale situazione di minaccia. Dopo che il Consiglio nazionale aveva già approvato il progetto a giugno, anche il Consiglio degli Stati, nella sessione autunnale, si è espresso in linea di principio a favore di competenze aggiuntive per il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC).

In futuro, determinate misure di raccolta di informazioni soggette ad autorizzazione, oggi impiegabili in particolare nei casi di terrorismo e spionaggio, saranno disponibili anche nella lotta contro l’estremismo violento. Ciò dovrebbe consentire al SIC di reagire in modo più tempestivo e mirato agli sviluppi rilevanti per la sicurezza. Il Consiglio degli Stati ha tuttavia posto alcuni limiti. Per l’Alleanza Sicurezza Svizzera è incomprensibile che abbia stralciato una disposizione che, a determinate condizioni, avrebbe consentito l’acquisizione e il trattamento di informazioni relative ad attività politiche. Inoltre, il Servizio delle attività informative dovrà segnalare al DDPS l’utilizzo di dispositivi di localizzazione. Il progetto torna al Consiglio nazionale per l’eliminazione delle divergenze.

Un approccio coerente contro l’estremismo violento

La sessione autunnale ha portato anche ad altre decisioni relative alla lotta all’estremismo violento. Il Parlamento ha approvato una mozione che richiede una base legale a livello federale per la partecipazione degli organizzatori di manifestazioni ai costi di sicurezza e di intervento. La maggioranza ha sostenuto che la collettività non dovrebbe, in linea di principio, farsi carico delle conseguenze di disordini violenti.

Già in precedenza il Parlamento aveva discusso diverse misure di inasprimento, tra cui la possibilità di prorogare la detenzione preventiva e strumenti aggiuntivi per i servizi di attività informative. La Commissione per la politica di sicurezza del Consiglio nazionale aveva inoltre presentato a settembre due iniziative parlamentari volte a inasprire il diritto penale in materia di violenza durante le manifestazioni, che sono da ricondurre all’iniziativa dell’Alleanza Sicurezza Svizzera.

Il dibattito evidenzia che il Parlamento intende distinguere tra la tutela della libertà di riunione e di espressione, da un lato, e l’intervento risoluto contro la violenza, dall’altro. L’attività politica rimane tutelata; laddove, invece, la violenza viene esercitata o concretamente incoraggiata, per la maggioranza prevalgono le esigenze della sicurezza pubblica e del perseguimento penale.

La sicurezza come compito fondamentale dello Stato

Le decisioni della sessione autunnale rafforzano così tre pilastri fondamentali della sicurezza interna ed esterna: un esercito pronto all’azione, un Servizio delle attività informative efficiente e controllato, nonché uno Stato di diritto coerente nella gestione dell’estremismo violento.