Senza una modifica della Legge sul materiale bellico (LMB), la Svizzera rischia di perdere le tecnologie e le competenze necessarie per la propria difesa. È con questo messaggio che UDC, PLR, Centro e PVL, insieme alle principali associazioni economiche, hanno lanciato oggi a Berna la campagna per il SÌ. La votazione si terrà il 29 novembre.
PER UNA SVIZZERA SICURA, ABBIAMO BISOGNO DI UN ADEGUAMENTO PRAGMATICO DELLA LEGGE SUL MATERIALE BELLICO.
La Legge sul materiale bellico riveduta rafforza la nostra sicurezza, le nostre partnership e la nostra economia, con controlli rigorosi.
Insieme per una Svizzera sicura!
Per continuare a vivere in un paese sicuro anche in futuro: in qualità di organizzazione specialistica e militante, ci impegniamo per una politica di sicurezza complementare, integrata e a lungo termine!
Attualità
Gli oppositori della revisione della Legge sul materiale bellico (LMB) hanno presentato oggi i loro argomenti. Dipingono un quadro in cui si concederebbe carta bianca alle esportazioni di armi verso zone di guerra e regimi che violano il diritto internazionale. È falso e fuorviante: le forniture a Paesi in cui sono in corso guerre civili e a Stati che violano sistematicamente i diritti umani restano vietate. È altresì vietata l’autorizzazione all’esportazione in caso di rischio di trasferimento indesiderato. Il vero pericolo non è la revisione, bensì lo status quo, che spinge l’industria svizzera della difesa a trasferirsi all’estero e indebolisce la capacità di difesa del nostro Paese.
Durante la sessione autunnale del Parlamento federale sono state prese decisioni fondamentali per la sicurezza della Svizzera. Le decisioni hanno riguardato il finanziamento dell’esercito, la revisione della legge federale sulle attività informative (LAIn) e la lotta all’estremismo violento. I dibattiti hanno evidenziato che, alla luce del mutato contesto di sicurezza, occorre mettere a disposizione dell’esercito ulteriori mezzi finanziari e dotare i servizi delle attività informative di nuovi strumenti, mantenendo al contempo fondamentali i limiti imposti dallo Stato di diritto e il controllo parlamentare.
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