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Cari oppositori della LMB, dove si parla, nell’adeguamento della Legge, di forniture incontrollate? Le fake news sulla LMB sono di cattivo gusto.

Gli oppositori della revisione della Legge sul materiale bellico (LMB) hanno presentato oggi i loro argomenti. Dipingono un quadro in cui si concederebbe carta bianca alle esportazioni di armi verso zone di guerra e regimi che violano il diritto internazionale. È falso e fuorviante: le forniture a Paesi in cui sono in corso guerre civili e a Stati che violano sistematicamente i diritti umani restano vietate. È altresì vietata l’autorizzazione all’esportazione in caso di rischio di trasferimento indesiderato. Il vero pericolo non è la revisione, bensì lo status quo, che spinge l’industria svizzera della difesa a trasferirsi all’estero e indebolisce la capacità di difesa del nostro Paese.

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Le argomentazioni degli oppositori della LMB sono infondate nel merito e rasentano la menzogna: sostengono infatti che le armi vengano trasferite direttamente a milizie armate o a Stati che violano il diritto internazionale. Gli oppositori confondono le disposizioni della LMB con la questione del trasferimento successivo indesiderato. Ecco come stanno le cose:
  • La LMB modifica le regole relative alle forniture ai nostri Paesi vicini e partner, alle forniture in caso di conflitto e al momento in cui il Consiglio federale stabilisce le regole per il trasferimento successivo. In futuro, queste regole saranno definite al momento della vendita e non più in caso di conflitto.
  • Le agevolazioni relative al trasferimento successivo si applicano ai Paesi che dispongono di un sistema di controllo delle esportazioni comparabile, non a tutto il mondo. I controlli rimangono in vigore.
  • Al momento della vendita, il Consiglio federale decide se sussiste o meno il rischio di un trasferimento indesiderato. La Svizzera continuerà inoltre a richiedere il consenso mediante una dichiarazione di non riesportazione qualora lo esigano motivi di politica estera, di neutralità o di sicurezza.

È quindi chiaro: con la revisione della LMB, il rischio di un trasferimento incontrollato non cambia, poiché tale questione non rientra nella revisione. Gli oppositori insinuano che i nostri Paesi vicini mentano alla Svizzera e trasferiscano immediatamente il materiale acquistato nel nostro Paese.

Ampia alleanza lancia la campagna per il SÌ


La revisione è sostenuta dal Consiglio federale e dal Parlamento, nonché dai Verdi liberali, dal Centro, dal PLR, dall’UDC, dall’UDF, da economiesuisse, da Swissmem, dall’Unione svizzera degli imprenditori, dall’Unione svizzera delle arti e mestieri, dalla Federazione sportiva svizzera di tiro, dalla Società svizzera degli ufficiali, dall’Associazione delle società militari svizzere e da altre organizzazioni.
L’Alleanza Sicurezza Svizzera lancerà la campagna interpartitica per il Sì giovedì 15 ottobre 2026, con una conferenza stampa presso il Centro media di Palazzo federale a Berna.

Decidere al momento della vendita anziché in caso di conflitto rafforza la neutralità


«La nostra neutralità è più importante di qualsiasi affare di esportazione», sottolinea il Consigliere nazionale del Centro Reto Nause. «Proprio per questo, la neutralità armata ha bisogno di un’industria propria, in grado di rifornire il nostro esercito in caso di necessità».
Oggi il Consiglio federale mantiene la propria competenza anche dopo l’acquisto. Deve prendere una decisione in caso di conflitto, ossia nel momento in cui tutto il mondo osserva. È proprio questa situazione che la revisione della LMB intende modificare. In futuro, il Consiglio federale stabilirà le regole di riferimento al momento della vendita, in condizioni di maggiore obiettività, per disciplinare ciò che accade ai beni acquistati in Svizzera. Al contempo, acquisirà anche la competenza di rifiutare le forniture in presenza di riserve legate alla politica estera, alla neutralità o alla sicurezza.

Senza la LMB, la Svizzera resta senza protezione


Senza l’adeguamento della LMB, andranno perdute capacità produttive indispensabili per garantire la sicurezza in caso di difesa. Il know-how altamente qualificato si trasferirà all’estero: proprio quelle competenze di cui avremo urgentemente bisogno in caso di crisi per poterci difendere autonomamente in un conflitto.
Per questo il messaggio è chiaro: chi vuole garantire autonomamente il mantenimento e l’approvvigionamento dell’esercito in caso di conflitto, voterà Sì all’adeguamento pragmatico della LMB.