Zurigo, 3 novembre 2026. I disordini a Zurigo e Basilea, così come l’incendio doloso a Thun, sono segnali allarmanti di una crescente propensione alla violenza da parte di cerchie estremiste. Chi appicca il fuoco alle barricate, aggredisce i poliziotti e usa l’incendio doloso come strumento politico non solo danneggia la proprietà e distrugge intere esistenze, ma mette in discussione la sicurezza e i valori fondamentali del nostro Stato di diritto. La Svizzera non deve tollerare un simile sviluppo.
L’Alleanza Sicurezza Svizzera fa appello a tutti, di qualsiasi orientamento politico: chi si batte per la democrazia e la libertà deve prendere le distanze dalla violenza di matrice politica, indipendentemente dalla fazione politica da cui provenga. Gli eventi dello scorso fine settimana a Zurigo e Basilea sono spaventosi. Sono state date alle fiamme barricate e auto, negozi e strutture pubbliche sono stati danneggiati e le forze dell’ordine sono state attaccate con pietre, bottiglie e fuochi d’artificio. I trasporti pubblici sono stati paralizzati.
A questo si aggiunge l’incendio in un negozio di armi a Thun. Si tratta chiaramente di un incendio doloso. In un video di rivendicazione, il gesto viene esaltato. «Azioni del genere non sono una forma legittima di protesta. È violenza e un attacco al nostro ordine sociale e alla nostra sicurezza», afferma il consigliere nazionale Michael Götte (UDC/SG), vicepresidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera.
Quando la violenza diventa uno strumento politico, la nostra libertà è in pericolo
La libertà di espressione, la libertà di riunione e il diritto alla protesta pacifica sono i pilastri fondamentali della nostra democrazia. Non devono però mai essere usati come giustificazione per la violenza, l’intimidazione e la distruzione. «Chi relativizza, minimizza, giustifica ideologicamente o incita con retorica pacifista a gesti come quelli avvenuti a Zurigo, Basilea o Thun, contribuisce ad avvelenare il clima politico», precisa Götte. Una chiara presa di distanza dalla violenza deve quindi essere scontata a livello trasversale tra i partiti. La Svizzera non può aspettare che i danni materiali si trasformino in gravi atti di violenza o che addirittura delle persone perdano la vita.
Agire con coerenza invece di chiudere gli occhi
Ora serve una risposta chiara da parte della politica e delle autorità. «Le forze di sicurezza devono disporre delle risorse umane e materiali necessarie per far rispettare l’ordine pubblico e proteggere efficacemente la popolazione», sottolinea il consigliere nazionale Reto Nause, presidente dell’Alleanza Sicurezza Svizzera. «E serve un adeguamento della base legale, soprattutto per mettere le mani sui mandanti di questi eccessi di violenza. È importante anche che il finanziamento e l’organizzazione delle strutture violente estremiste vengano esaminati con attenzione». Nause fa riferimento alla revisione della legge sulle attività di informazione.
La nostra sicurezza e la nostra libertà non sono scontate. Si basano su uno Stato di diritto che funziona, sul rispetto reciproco e sulla volontà di rispettare le regole della democrazia.