Il Servizio delle attività informative della Confederazione ha presentato il rapporto «La sicurezza della Svizzera 2026». La situazione della sicurezza in Svizzera è ulteriormente deteriorata – e nessun allentamento della tensione è in vista. La Russia rimane la minaccia più grande e più acuta per l’Europa; il suo conflitto ibrido diventa più aggressiva e colpisce direttamente la Svizzera. La Svizzera è colpita su un ampio fronte – in materia di spionaggio e proliferazione, nel ciberspazio, a livello di infrastrutture critiche, ma anche attraverso l’estremismo violento e la minaccia terroristica elevata.
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Il 19 giugno il consigliere federale Martin Pfister ha presentato il nuovo orientamento dell’e-sercito in materia di capacità di difesa. Non si è trattato di un’ennesima fase di trasformazio-ne, bensì di un nuovo e coerente progetto globale. Il DDPS avvia così una svolta radicale atte-sa da tempo. L’Alleanza Sicurezza Svizzera sostiene il Consiglio federale in questa iniziativa.
Il 18 giugno 2026, la presidenza dell’Alleanza Sicurezza Svizzera ha presentato al Con-siglio nazionale un atto parlamentare volto a modificare il Codice di procedura penale (CPP). Nel loro atto, Reto Nause (Il Centro), Michael Götte (UDC) e Heinz Theiler (PLR) chiedono che venga limitata l’apposizione di sigilli sui supporti dati. È chiaro che an-che nell’era digitale devono essere tutelati i segreti riconosciuti dalla legge, come ad esempio il segreto professionale degli avvocati. Ma la sicurezza della nostra popola-zione è messa a rischio se, in caso di sospetti di criminalità organizzata o terrorismo, il Ministero pubblico della Confederazione non può esaminare i dispositivi sequestrati e quindi non è in grado di accertare se dietro le quinte operi un’intera rete.
Oggi il popolo svizzero ha approvato la revisione della legge sul servizio civile, lanciando così un chiaro segnale a favore di una Svizzera sicura e in grado di difendersi. Il progetto corregge gli sviluppi negativi degli ultimi anni, ripristina l’equità costituzionale in materia di servizio militare e rappresenta un primo passo decisivo per garantire a lungo termine gli effettivi dell’esercito e della protezione civile.
Il Consiglio nazionale ha approvato l’importante revisione della legge sulle attività informati-ve. Con questa revisione, il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) di-sporrà di una base migliore per contrastare la crescente commistione tra i diversi fenomeni di minaccia. In questo modo, il SIC dovrebbe disporre di strumenti più numerosi ed efficaci non solo in caso di sospetto terrorismo, ma anche per l’individuazione precoce e la prevenzione dell’estremismo violento. Inoltre, la legge si adegua alla nuova legge sulla protezione dei dati. La revisione di legge sarà discussa dal Consiglio degli Stati nella sessione autunnale.
La guerra in Ucraina dimostra inesorabilmente che la sicurezza e la libertà in Europa non possono essere date per scontate: La Svizzera deve essere in grado di difendersi e ha bisogno dei mezzi necessari per farlo. Proprio per questo motivo, è importante mantenere il sangue freddo e non cedere frettolosamente a richieste politiche a breve termine in patria e all’estero che indeboliscono la capacità di difesa della Svizzera.
L’Alleanza sicurezza Svizzera apprende con favore dell’avvenuta firma dei contratti di acquisto dell’F-35 e del nuovo sistema di difesa aerea terrestre (Patriot) da parte di armasuisse. La Svizzera può ora dotarsi di entrambi senza indugio. La firma del contratto è importante per l’industria nazionale poiché sarà possibile negoziare contratti di compensazione. Ora è possibile concretizzare anche il piano di produzione per la consegna dell’F-35.
Im Auftrag von Allianz Sicherheit hat das Forschungsinstitut gfs.bern eine Analyse der der Parlamentarier vorgenommen. Von Interesse war dabei primär, wie gut die einzelnen Parlamentarier Sicherheits-Interessen vertreten.
Die drei bürgerlichen Fraktionen (FDP, SVP und Mitte) dominieren die Rankings, während die links-grünen Fraktionen (SP, Grüne und etwas abgeschwächt GLP) jeweils die zweite Hälfte der Rangliste bilden.
Der Nationalrat hat soeben dem Kauf des F-35A zugestimmt. Die Allianz Sicherheit Schweiz nimmt den Entscheid des Parlaments zur Armeebotschaft mit Genugtuung zur Kenntnis. Der Bundesrat muss nun den Kaufvertrag für das neue bodengestützte Luftverteidigungssystem (Patriot) und für das evaluierte Kampfflugzeug, den F-35, ohne Verzögerung unterschreiben. Die Salamitaktik von SP, Grünen und Gruppe für eine Schweiz ohne Armee (GSoA), den Kauf der neuen Kampfflugzeuge zu verunmöglichen, ist gescheitert.
Nach verschiedenen Ankündigungen ist es nun soweit: die Stop-F-35-Initiative wird eingereicht. Für die Unterschriftensammlung haben die Initianten zehnmal länger gebraucht als beim F/A-18. Die Verzögerungstaktik der Initianten ist damit offensichtlich. Im Kern geht es den Initianten um die Schwächung des Gesamtsystems Armee und darum, ihrem Ziel – der Armeeabschaffung – näher zu kommen. Den Armeeabschaffern sei jedoch in Erinnerung gerufen: Es gilt der Volksentscheid vom 27. September 2020. Der Beschaffungsprozess darf von dieser Salamitaktik nicht aufgehalten werden. Eine Volksinitiative hat keine Vorwirkung, solange sie nicht von Volk und Ständen angenommen wurde.

